Il ruolo del cibo

FILOSOFIA

Il cibo è nutrimento per il corpo, per la mente, per la coscienza e per l’anima.
Aiutando il corpo a mantenersi sano anche la mente funzionerà meglio, di conseguenza otterremo maggiore equilibrio. Al contempo, se la nostra mente e la nostra coscienza sono sostenute da buone attività, anche il nostro corpo starà meglio.
A tutti è capitato, dopo un pasto troppo abbondante, insufficiente o mal cucinato di sentirci stanchi, depressi, irritabili.
Altrettanto capita, dopo aver mangiato in stato d’ansia, di rabbia o di nervosismo, di non digerire per niente, avere mal di testa e altri disturbi.
È interessante notare come, attraverso il cibo, sia possibile modificare il nostro stato, la nostra attitudine mentale, i nostri sentimenti, la nostra predisposizione a pensieri più o meno elevati.
Con una dieta mirata stiamo meglio e non ci ammaliamo. Possiamo programmarla in funzione di un risultato desiderato: fisico, mentale o spirituale.
Non è sufficiente che l’atleta mangi, ha necessità anche di allenarsi, come lo scienziato di studiare. I risultati sono esponenzialmente più efficaci se alle proprie attività si aggiunge la pratica mistica.
I modelli alimentari dell’Ayurveda, della dietetica cinese e di Steiner poi, spiegano nel dettaglio i processi che si adattano alla costituzione di ogni individuo.
Da notare anche come le malattie fisiche, non legate al tempo che scorre e alla nostra costituzione, sono il più delle volte di natura psicologica.
Con una dieta sana, con una giusta attività fisica e una psiche equilibrata possiamo riuscire ad allungare la durata della vita ammalandoci meno, con la possibilità anche di evitare ostacoli legati alla nostra costituzione e al nostro karma, la predisposizione di ogni essere legata al frutto delle attività compiute.
Una dieta sana
Da molti anni mi appassiono di alimentazione sana.
Studio i contenuti di una determinata dieta e poi li sperimento sul campo, cucinandola e mangiandone i piatti per un tempo abbastanza lungo perché questa abbia effetto.
Mi sono sempre avvicinato a diete complete, dove è approfondita la relazione corpo-mente-spirito.
È vero che se manteniamo un corpo sano, anche le altre parti del nostro essere staranno meglio. È ancor più vero però che solo con una visione completa – olistica – si riesce ad agire in modo molto più completo.
Molte diete proposte dal mercato sono parziali, se non tendenziose, verso modelli di vita fasulli e pericolosi. È vero, ad esempio, che se non siamo grassi stiamo meglio; questo non deve però portare a un’esasperazione scheletrica per una magrezza voluta a tutti i costi e che non porta alla salute, ma al disequilibrio e all’infelicità. Ci sono fumatori che non smettono di fumare per rimanere magri, persone che fanno diete di sola carne per dimagrire, altri che mangiano purghe come caramelle. Queste persone dimagriscono, ma la loro magrezza è causata da un malsano disequilibrio. Questo stato influenza anche la mente e la coscienza.
Ognuno di noi ha una costituzione fisico-mentale-spirituale diversa: andrebbe quindi individuato un modello alimentare adatto a noi e non a fattori futili e lontani dall’essere.
Per questi motivi, dopo aver letto le biografie degli inventori di quelle diete parziali, le ho subito accantonate.
Una dieta, per essere autentica, deve corrispondere a un ordine etico, morale e spirituale. È fondamentale che i valori della persona che segue una dieta aderiscano, innanzitutto, a quelli della persona che ci propone un determinato modello alimentare. Solo in quel caso ci potrà essere d’aiuto per un reale miglioramento del nostro stato.
È a modelli più completi a cui mi ispiro e che studio da trent’anni, che pratico su di me e che metto in pratica cucinando. Rimanendo conscio dei miei limiti oggettivi e del fatto che ho sempre da imparare.
Le grandi scuole che ho incontrato sono tre: la prima è l’Antroposofia, che segue gli insegnamenti del grande filosofo, agronomo, educatore e mistico Rudolf Steiner.
Vivendo in Cina e in Giappone ho avuto poi modo di conoscere la dietetica cinese, un sistema filosofico e alimentare straordinario che approfondisce il funzionamento del corpo messo in relazione al Cosmo.
Negli ultimi quindici anni mi sono avvicinato all’ayurveda, uno stile alimentare che mi corrisponde totalmente. Questa scuola di pensiero sottolinea l’importanza della scelta di un’alimentazione vegetariana per mantenerci in buona salute e, anche, per aspirare all’evoluzione della propria coscienza. L’ayurveda afferma che un’alimentazione priva di violenza – ahimsa – è un mezzo più efficace per avvicinarci a Dio.
Regole alimentari generali
Il nostro corpo è parte della natura, quindi se gli alimenti che mangiamo non sono artefatti lo manteniamo in buona salute.
È importante che la nostra dieta sia alternata da cibi crudi e più vitali, a cibi cotti e più assimilabili dal nostro organismo.
Il cibo che scegliamo deve essere fresco e provenire da un luogo vicino, essere stato coltivato rispettando la natura e le sue stagioni, cotto e mangiato il più presto possibile, idealmente non più tardi di mezz’ora da quando è stato preparato.
Le cotture delle verdure devono essere veloci e semplici per non alternarne l’essenza. L’essenza del cibo è il colore, il gusto e la consistenza che assieme ai valori nutritivi, e per motivi diversi, contribuiscono a mantenere il corpo sano.
La frutta è migliore cruda, i cereali e le leguminose vanno cotti bene e con buona acqua.
Il grasso, indispensabile per assimilare le sostanze e per percepire il gusto, va aggiunto alla fine del processo di cottura, come pure le erbe aromatiche volatili per gusto, ma importanti per stimolare la digestione e il piacere.
Il piacere di mangiare per uno scopo superiore è uno dei pilastri della salute vista in un’ottica olistica.
Le spezie devono penetrare nei cibi e vanno quindi aggiunte prima. Hanno la funzione di renderli più assimilabili e, come per le erbe, di stimolare la digestione e le altre funzioni dell’organismo.
I formaggi sono più adatti quando freschi, se molto stagionati si assimilano con difficoltà. Devono poi provenire da allevamenti che rispettano gli animali. Se un animale viene rispettato la qualità del suo latte è migliore, da un punto di vista nutrizionale ed energetico.
La digestione e la trasformazione delle sostanze nutritive in energia a tutti i livelli, viene facilitata e stimolata in modo molto efficace dai fermentati che sono un toccasana presente in ogni tradizione alimentare.
Per fermentati s’intendono lo yogurt, il miso – soia fermentata -, i crauti, la pasta madre del pane, gli aceti, il lievito. Scompongono le preziose sostanze presenti nel cibo e predispongono il processo digestivo.
Altra regola fondamentale, come insegna l’antroposofia, è quella di scegliere cibo poco raffinato. Il corpo deve assimilare lentamente le sostanze, un po’ come un albero che le assorbe dalla terra, per questo motivo lo zucchero, l’alcool e i cereali raffinati andrebbero limitati o evitati. Per renderli più consoni si possono abbinare ad abbondanti verdure che garantiscono la quantità sufficiente di fibre, sali minerali e vitamine necessari a una buona metabolizzazione.
L’organismo sano con facilità si adatta ai cambiamenti e utilizza in modo naturale le energie costruite e conservate per situazioni diverse: fisiche, mentali e spirituali.
In generale è meglio scegliere un’alimentazione variata, in cui le verdure e la frutta sono protagoniste, i cereali sono al secondo posto, seguiti da proteine e grassi che possono essere non di più del 10% della quantità di cibo ingerito.
Infine meglio mangiare poco che tanto, l’ayurveda sottolinea che, oltre alle proporzioni sopra descritte, non si dovrebbe mai riempire lo stomaco più della metà della sua capienza. Andrebbe poi osservato un digiuno settimanale per purificare l’organismo e osservare una dieta vegetariana.
Il cibo giusto
Il cibo è nutrimento per tutte le dimensioni dell’essere: corporea, mentale, psichica e spirituale. Nutrendoci con gli alimenti più adatti, cucinati con la dovuta attenzione e mangiati con la giusta attitudine staremo bene. Se non rispetteremo anche uno solo di questi presupposti staremo meno bene e ci predisporremo alla malattia. Malattia che potrà manifestarsi a tutti i livelli dell’essere.
Si sa poi che la malattia, oltre che dall’alimentazione, deriva anche da cattive abitudini. Le cattive abitudini alimentari spesso corrispondono a cattive abitudini in generale. Ad esempio l’abitudine a mangiare in modo disordinato può corrispondere a un modo disordinato di affrontare i momenti della giornata. Le cattive abitudini possono diventare patologiche, altrettanto però le buone abitudini ci purificano e ci aiutano ad acquisirne altre.
Importanti sono anche l’esercizio fisico e la respirazione.
Se il presente è quello che è, migliorando le nostre abitudini si riescono a risolvere la maggior parte degli ostacoli che abbiamo accumulato. Ostacoli allo star bene e all’essere più felici.
Scegliendo il cibo è possibile modificare il nostro stato fisico, la nostra attitudine mentale, i nostri sentimenti, la nostra predisposizione a pensieri più o meno elevati.
Con una dieta mirata, non solo stiamo meglio e non ci ammaliamo, possiamo anche programmarla in funzione di un risultato desiderato, fisico, mentale o spirituale.
Una dieta sana sostenuta da una costante attività fisica e da una psiche equilibrata riesce ad allungare la durata della vita del 30%, a diminuire le malattie e quindi la sofferenza del 90%, a evitare molti degli ostacoli legati alla nostra costituzione e al nostro vissuto.
I risultati ottenuti da una dieta adatta sono ancora più evidenti se si pratica un’attività introspettiva.
Cibo e pratica spirituale
Quello che mangiamo corrisponde a quello che siamo e a quanto abbiamo seminato in questa vita e nelle precedenti. Se quello che mangiamo non è sbagliato rispetto a quello che siamo, abbiamo però l’opportunità di cambiarlo in funzione di una trasformazione alla quale aspiriamo. Mangiare per inerzia non è trasformativo e spesso le nostre abitudini non sono le migliori, perché legate a modelli che ci sono stati suggeriti da altri e che non ci corrispondono.
Ci sono stili alimentari che ci legano, altri che ci liberano.
È utile aspirare a una dieta evoluta ed evolutiva che è ben rappresentata da quella vegetariana.
Questa ci aiuta a vivere con meno malanni e con più lucidità. Uno stile di vita e di scelte alimentari che aspirano alla non violenza, migliora la nostra relazione verso i nostri simili, gli altri esseri tutti e verso noi stessi.
Senza questa attitudine, come spiegano yoga e buddismo, non solo non c’è evoluzione ma si rischia di entrare in una spirale involutiva.
Nel momento stesso in cui decidiamo di cambiare, una volta compreso cos’è il meglio per noi, al di là dell’educazione acquisita e degli eventuali errori commessi, il balzo evolutivo in avanti avverrà all’istante. Balzo nel benessere corporeo e mentale, nel grado di felicità, d’appagamento interiore, nella capacità di concentrazione, nella forza di volontà, nella lucidità, nella comprensione dei nostri desideri.

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